Vitamina D e cancro – Rudy Lanza

Ridotte concentrazioni di vitamina D sembrano favorire il cancro.
Bassi livelli di vitamina D possono aumentare il rischio di morte per tutte le cause, cancro incluso? La risposta sembra affermativa, almeno secondo uno studio appena pubblicato sul British medical journal da cui emerge che il colecalciferolo potrebbe svolgere un ruolo importante nella prognosi dei tumori. Dice Ben Schöttker, epidemiologo del German cancer research center di Heidelberg in Germania: «La fonte principale di vitamina D è la produzione da parte della cute in risposta all’irraggiamento solare. Più di frequente sono le donne ad avere bassi livelli di vitamina D rispetto agli uomini, e grazie alle condizioni atmosferiche le concentrazioni variano nelle popolazioni di tutto il mondo». La carenza di vitamina D è comune tra gli anziani, spesso meno esposti al sole, ma non è chiaro finora quale effetto abbia la sua concentrazione sulla mortalità generale.

Per chiarire l’argomento i ricercatori hanno studiato la correlazione tra livelli di vitamina D e decessi per tutte le cause, malattie cardiovascolari e cancro usando i dati di sette coorti statunitensi ed europee e prestando particolare attenzione alle differenze tra Paesi, sessi ed età. Tutti i partecipanti allo studio erano di età compresa tra 50 e 79 anni, e nei 16 anni di follow-up ci sono stati 6.695 morti in 26.018 pazienti, di cui 2.624 per malattie cardiovascolari e 2.227 per cancro. «Dai dati raccolti emerge che bassi livelli di vitamina D si associano a un aumento della mortalità sia cardiovascolare sia per cancro nelle persone con precedente storia di malattia» osserva il ricercatore tedesco, sottolineando tuttavia che il legame tra vitamina D e mortalità era presente anche nelle persone senza malattie cardiovascolari preesistenti, ma non in quelle con anamnesi negativa per precedenti neoplasie. «Questi risultati dimostrano un importante ruolo della vitamina D nella prognosi del cancro, anche se non è possibile escludere del tutto la causalità inversa, cioè che il cancro avrebbe potuto portare a bassi livelli di colecalciferolo» conclude Schöttker.

Dott. Rudy Lanza

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