Quando un olio essenziale non vi piace..

Quando qualcuno mi fa notare che l’olio che ha scelto non gli piace, di solito gli rispondo che è proprio l’olio che fa per lui. Infatti gli oli essenziali o piacciono o non piacciono, anche se ci sono casi in cui risultano indifferenti, ma sono in minoranza.
Gli oli essenziali che piacciono sono quelli che vanno a lavorare sulla nostra parte di Luce, vanno cioè a rafforzare le nostre doti, le nostre capacità, per permetterci di andare avanti nel cammino della vita.
Gli oli essenziali che non piacciono vanno invece a lavorare sulla nostra parte Ombra, la parte cioè generata dalle nostre ferite e quindi sulle ferite stesse. E’ del tutto plausibile quindi che non ci piacciano.
In questo caso consiglio vivamente di usare l’olio che non piace spalmandolo ogni sera sotto la pianta dei piedi prima di andare a dormire. Questo sia perché la pianta dei piedi è collegata con tutto il resto del nostro corpo e sia perché l’odore (per noi sgradevole) rimarrà circoscritto in quella zona, lontano dal nostro naso. Se l’olio scelto è dermocaustico (vedi avvertenze di fine libro) dovete preventivamente diluirlo in olio vegetale: prendete una boccetta di circa 50 ml e riempitela per ¾ di olio (oliva, girasole, mandorle, jojoba, ecc meglio se biologico) e poneteci dentro 30 gocce dell’olio essenziale. Girate più volte la boccetta e l’olio è pronto da usare.
Noterete, con il passare dei giorni, come l’olio essenziale diverrà sempre meno sgradevole, per poi diventare quasi piacevole: questo perché il suo lavoro sta facendo effetto.

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Nel 2004 mi arrivò per posta l’olio essenziale di Neroli che avevo ordinato. La prima cosa che feci è stata di assaggiarne una goccia. Non l’avessi mai fatto! Quale shock! L’aroma mi è rimase in bocca per tutto il giorno, non voleva sparire. A distanza di anni posso dire che era più che giusto che non mi piacesse, visto che avevo perduto papà da nemmeno un anno (Neroli è l’olio che cura gli shock) ed io avevo nascosto il dolore per non sentirlo più.

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