La rabbia

Nella nostra società la rabbia viene spesso demonizzata, dimenticando che nessuna emozione è da condannare, in quanto si trova dentro di noi per un motivo ben preciso: mostrarci una ferita del cuore ancora aperta. E più la rabbia è presente e forte, più la situazione è vecchia: in pratica non ce la facciamo più.

Di fronte alla collera possiamo sviluppare vari atteggiamenti. Ecco alcuni esempi:
1) Dare la colpa agli altri (che comunque porta con sé l’energia del vittimismo) e così facendo ci si toglie il potere sulla propria vita, ma soprattutto non si vuole affrontare questo tipo di energia

2) Liberare la collera (sfogo), ma quando succede qualcosa che ci tocca nuovamente il sentimento, la rabbia ritorna forte come e più di prima (senza contare che questo atteggiamento crea molto spesso vortici inesauribili di sensi di colpa, con conseguente impegno per bloccare/trattenere la rabbia, che a lungo andare deborda come un fiume in piena)

3) Forza di volontà, con molto spesso alla base la convinzione che (ad esempio) essere arrabbiati = essere cattivi, quindi non vogliamo che gli altri ci vedano cattivi. Solitamente se in quel momento qualcuno ci domanda se siamo arrabbiati, è probabile che risponderemo di no.
In questo modo noi rinneghiamo questa emozione perché non vogliamo ascoltarla più, per cancellarla (anche se è solo un’illusione ovviamente, altrimenti sparirebbe veramente per non tornare più.

4) Cercare dei palliativi per soffocarla, delle valvole di sfogo, come ad esempio: cibo, sport, internet, tv, videogiochi, alcol, fumo, meditazione, preghiera, volontariato, ecc..

IL FISICO PARLA

La rabbia (o frustrazione) non espressa, da qualche parte deve pur andare, essendo un’energia molto forte: se non siamo in grado di risolverla o di farla uscire, è molto probabile che agisca sul nostro corpo. Come dice Claudia Rainville “Tutto ciò che non si esprime, si imprime sul nostro corpo”.
Ecco quindi alcuni sintomi fisici che possono esprimere la rabbia per noi:
– Surriscalda il sangue e quindi ipertensione (soprattutto se repressa)
– Febbre, calore di qualunque tipo (anche vampate)
– Infiammazioni (le malattie con finale –ite, come colite, cistite, ecc.), mal di schiena
– Ulcere, bruciori, problemi di pelle, ascessi dentari
– Malattie del cuore e del fegato, vescicola biliare

CONCLUDENDO

La rabbia, come tutte le emozioni cosiddette negative, possono essere dei veri e propri trampolini di lancio. Nel senso che se iniziamo a vedere questa emozione come un allarme che ci sta segnalando un disagio interiore, e che non smetterà finchè non verrà ascoltato, forse possiamo per una volta darle retta e cercare di capire qual è il messaggio. Per poi risolverlo. E stare finalmente bene.

Ma per farlo dobbiamo voler vedere la nostra situazione, senza paura, con solo il desiderio di conoscere questa parte di noi che ha un suo scopo. Come si suol dire “Ambasciatore (la rabbia) non porta pena”.
Al di sotto della rabbia possono celarsi molteplici sentimenti: abbandono, rifiuto, umiliazione, ingiustizia, denigrazione, incomprensione, violazione, non rispetto, eccetera. Ognuno di questi sentimenti è molto forte, e se non risolto, può ricorrere alla rabbia per essere visto, ascoltato, compreso, accolto.

Un buon aiuto per comprendere e risolvere la rabbia può arrivare dalla floriterapia, dagli oli essenziali, dalla Sapgyria, o anche da varie metodiche che ci permettono di conoscerci meglio per migliorare, come la psicologia, le costellazioni familiari, la Metamedicina, la Bioenergetica e molte altre. E non esistono a mio avviso, metodiche migliori di altre, ma semplicemente metodi che risultano più o meno adatti alla propria personalità. Sta a noi trovare il metodo giusto, con un poco di pazienza e tanta voglia di essere liberi e felici.

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