Alimentazione oggi

Prendete una persona.
Alimentatela per un periodo sufficientemente lungo esclusivamente con cibi biologici, frutta e verdura di stagione, pane casereccio, dolci a base di frutta secca e miele, formaggi (ed anche carne) di malga o di campagna e minestroni della nonna.
Alla fine di questo periodo proponetele del pane normale: sa di plastica? Un torta preconfezionata: dolce da far nausea? Una crema spalmabile: appesantisce da far spavento? Un mela del supermercato: sa di nulla?

La filosofia del mangiare genuino, del mangiare “con testa”, si sta facendo lentamente strada nella vita di molte persone, sia perché incomincia ad esserci una maggiore informazione in merito e sia perché ci si incomincia a chiedere se le pubblicità e i normali canali di informazioni non ce la raccontano del tutto giusta.
Ma purtroppo (purtroppo per chi non mangia ancora sano) questo processo è ancora troppo lento.

Infatti persiste ancora la convinzione che “se un prodotto è veramente nocivo per la salute, non permettono che venga venduto nei negozi”, dimenticando che troppo spesso viene immesso sul mercato senza nemmeno troppi studi sulla sua tossicità (come succede con gli additivi).
Pensate che l’E102, E123, E127, E128, E154, E160b, E161g, E173 ed E180 non possono essere venduti direttamente al consumatore essendo pericolosi e tossici. E il consumatore se li trova nei gelati, nelle caramelle, nei dolcetti, nelle conserve, nei prodotti di pasticceria e nei formaggi.
E ovviamente sono proprio le industrie che li fabbricano o che li vendono, a finanziare gli studi sulla loro presunta innocuità.

Prendete le creme spalmabili alla cioccolata: studiate appositamente per non poterne più fare a meno e zeppe di grassi vegetali che producono una notevole influenza nella regolazione dei valori del colesterolo. Esistono molte varianti a queste creme, cominciando dalla più semplice, quella fatta in casa con biscotti secchi, malto o miele, nocciole tostate e cacao. La crema che preparava mia mamma quand’ero piccolina dato che non c’erano soldi per comprare “l’originale”, rimane uno dei capisaldi nella mia memoria dei gusti.

Spesso mi sento portare come scusante “Ho una fame nervosa, non resisto, devo mangiare quello che non mi fa bene”. L’uso spropositato di zucchero porta proprio a questo, all’impossibilità di smettere; provate a leggere Sugar Blues di Lorenzo Acerra, un libro che permette di aprire gli occhi sugli effetti dello zucchero e su come sia possibile “smettere”. Lo zucchero diventa a tutti gli effetti una droga, da cui il nostro organismo dipende e che ci rende intrattabili e nervosi se cerchiamo di interromperne l’assunzione.
Questo purtroppo è diventato un problema anche per i bambini che vengono ipernutriti con merendine, cioccolato e delizie di questo genere, tanto che sempre più spesso vengono segnalate aperture di centri studio per prevenire/curare l’obesità infantile: basterebbe eliminare o perlomeno ridurre drasticamente lo zucchero dalla dieta di questi futuri obesi (e forse anche futuri diabetici) senza fare tanti studi. Ma si sa che la mente umana è molto contorta….
Allo stesso modo è inverosimile che la maggioranza delle persone per spegnere la sete beve qualcosa che riaccende tale sete (lo zucchero), creando un circolo vizioso. L’acqua semplice non è più di moda, non piace più.

Quello che manca è proprio il concetto del mangiare genuino, semplice: che logica c’è nel mimetizzare il pesce in bastoncini per proporlo ai bambini? E’ diventata una questione di praticità, di comodità, perché oltretutto un bambino sopravvive benissimo anche senza pesce se non lo ama proprio. Ci sono tante alternative molto più sane come una minestra di legumi per fare un esempio o anche proporre il pesce ma in maniera diversa, accattivante. Ma costa fatica, ed è molto più facile scaldare un alimento già pronto estratto dal freezer.

Resta il fatto che più ci si allontana dal mangiare genuino più la nostra salute ne risente. Il “Noi siamo quello che mangiamo” è un concetto orribilmente scomodo, tanto che la maggioranza delle persone che chiede consigli di alimentazione non è disposta poi a seguirli, tranne che per poche eccezioni.

Per concludere, vorrei citare un antico assioma buddista:
“Se ricerchi la dolcezza, la tua ricerca sarà senza fine, non sarai mai contento. Ma se cerchi il vero gusto, troverai ciò che cerchi.”

BIBLIOGRAFIA
Quattro sberle in padella – Stampa Alternativa – S.Carnazzi e S. Apuzzo
Salvate il vostro corpo – Kousmine – ed. Tecniche Nuove

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