Metamedicina e Coronavirus – di Emma Gasanova

Anche se in questo periodo se ne parla fin troppo, vorremmo offrirvi giusto degli spunti di riflessione, partendo dal punto di vista della Metamedicina.

In questo percorso impariamo a vivere ponendoci le “giuste” domande, ovvero appropriate a metterci in contatto con il nostro sentire, per portarci a guardare dentro di noi. E’ in questo spazio che possiamo trovare le soluzioni migliori per noi.
Sicuramente la situazione che stiamo vivendo tocca in qualche maniera ognuno, anche se in modi diversi. Allora, innanzitutto, una domanda che potremmo rivolgerci è: questa situazione, in che cosa mi tocca? in quale parte di me? E sopratutto, come mi fa sentire?

Questa è la chiave fondamentale sulla quale dovremmo soffermarci per poter trasformare le cose: il nostro sentire. Siamo sommersi da una valanga di emozioni come la paura, la rabbia, il panico. E potremmo chiederci: che cos’è esattamente che mi fa paura o che mi fa rabbia? Quale aspetto della situazione? Il contagio, la malattia, i provvedimenti delle autorità, gli eventi annullati, la paura della mancanza o della perdita? Di che cosa? E può essere che sotto queste emozioni si nascondano più in profondità dei sentimenti di cui magari non siamo totalmente consapevoli? Può esserci, ad esempio, un sentimento di impotenza, di ingiustizia, il sentirsi sprovvisti di mezzi, vulnerabili; può esserci sotto anche un lutto non elaborato o anche un senso di colpa. Su questi sentimenti dovremmo ognuno fare un lavoro individuale per andare ad accoglierli e trasformarli, perchè solo noi abbiamo questo potere, all’inizio magari con l’aiuto di un operatore.

La Metamedicina ci insegna in questo modo a trasformare le crisi in un’opportunità di crescita e di cambiamento. Dipende in gran parte dai pensieri che scelgo di avere circa una situazione, una volta che sono stati elaborati i sentimenti dolorosi. Posso lasciare che la mia mente venga divorata dalle immagini più catastrofiche, oppure posso scegliere pensieri costruttivi, come vederci fuori da questo periodo, vederci riprendere le nostre attività e le nostre passioni con maggior vigore ed entusiasmo, magari con delle idee nuove che potremmo aver maturato in questo periodo di stasi. Potremmo sfruttare questo tempo per coltivare dentro di noi pensieri di amore verso il prossimo, verso la Terra, accoglierci nelle nostre paure e fragilità, magari leggere qualcosa che avevamo in programma da tempo. Insomma, abbiamo il potere di cambiare lo sguardo verso ciò che stiamo vivendo. Questo cambia la situazione? Questo cambia il nostro sentire, che cambia il nostro modo di vivere e attraversare questa situazione. E potremmo forse vedere che come cambiamo noi, cambia anche il mondo intorno a noi.

Questo non vuol dire fare finta di niete o come se non ci fossero pericoli, la Metamedicina ci insegna la via del giusto mezzo: possiamo prendere tutte le dovute precauzioni e compiere le azioni e le scelte più appropriate per affrontare questo momento, ma possiamo farlo da uno stato di centratura e pace interiore, e ciò le renderà ancora più efficaci.

Emma 🌻

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