Forno a microonde

Gioia: Ben arrivata Laura..
Laura: Grazie Gioia! Ti ho portato un assaggio del mio pasticcio vegetariano, così mi dici che ne pensi!
Gioia: Benone! Lo metto subito nel forno…
Laura: .. a microonde?
Gioia: Scherzi? E’ dal 1989 che esistono delle prove in merito alla sua non-innocuità; il dottor Hans-Urich Hertel, nutrizionista svizzero, fece delle scoperte allarmanti sull’uso del forno a microonde, ma nonostante ciò per più di dieci anni ha dovuto lottare per avere il diritto di far sapere al mondo che cosa aveva scoperto.
Laura: …non ci posso credere…
Gioia: Credici, e non è finita quì. Undici anni fa, il dottor Hertel, un medico nutrizionista, si mise in contatto con il Professor Bernard Blanc dell’ Istituto Federale di Tecnologia per sviluppare un programma di ricerca a largo raggio sull’effetto del cibo trattato con microonde negli esseri umani. I due scienziati furono costretti in seguito di ridurre la loro ricerca, quando il Fondo Nazionale Svizzero non volle finanziare il loro progetto.
Laura: Ovviamente!
Gioia: Decisero di selezionare otto individui dell’Istituto di Macrobiotica di Kientel in Svizzera che seguivano una dieta strettamente macrobiotica, compreso il dott. Hertel..
Laura: … e poi?
Gioia: .. e poi per otto settimane hanno vissuto tutti nello stesso albergo dove, ad intervalli di 5 giorni, i volontari ricevevano alcuni cibi normali biologici, altri invece alimenti biologici cucinati o scongelati con il microonde. Ai volontari fu prelevato il sangue immediatamente prima di mangiare ed a intervalli fissi dopo avere mangiato e i risultati furono veramente sbalorditivi!
Laura: E cioè?
Gioia: Notarono che nel sangue delle persone che avevano consumato cibo trattato con forno a microonde, una riduzione di tutti i valori dell’emoglobina e del colesterolo, sia “buono” che “cattivo”, ed anche una diminuzione evidente dei globuli bianchi. Notarono anche che i cibi preparati con il forno a microonde alterano la permeabilità della membrana cellulare poiché cambiano i potenziali elettrici fra l’esterno e l’interno della cellula; in questo modo le cellule danneggiate diventano facile preda di virus, funghi e di altri microrganismi.
Laura: Micidiale!
Gioia: Infatti. Le analisi del sangue dei volontari hanno confermato che in coloro che consumavano cibo trattato a microonde non tutto andava bene. Campioni presi ogni mattina alle 7,45, 15 minuti dopo che avevano mangiato e due ore dopo, mostrarono che i valori degli eritrociti, dell’emoglobina degli ematocriti e leucociti erano al limite minimo della normalità in coloro che avevano mangiato del cibo trattato a microonde.
Laura: Ma è così comodo e pratico da usare…
Gioia: Così pensava anche un ospedale di Tulsa in Oklahoma, dove nel 1991 a seguito di una trasfusione di sangue riscaldato nel forno a microonde, un paziente è morto per crisi anafilattica. L’irradiazione sembra avere alterato il sangue in qualche modo e avere causato la morte del paziente (Journal of Natural Sciences, 1998; 1: 2-7).
Laura: Atroce!
Gioia: Ma non finisce qui: studi russi hanno comprovato che l’emissione delle microonde causa anche un aumento della percentuale di cellule cancerogene nel sangue, disfunzioni nel sistema linfatico, una degenerazione della capacità del sistema immunitario di autodifesa, provoca disturbi della digestione, una diminuzione della biodisponibilità delle vitamine del complesso B, della Vitamina C, vitamina E.
Laura: Penso proprio che non lo userò più!
Gioia: Saggia decisione…. ne guadagnerai anche in gusto!

Articolo liberamente tratto da: Restare Sani – I^ edizione 2005 di Francesco Walter Pansini

Secondo il team spagnolo di Cristina Garcia del CEBAS di Murcia (un centro comunale di ricerca scientifica), questo sistema di cottura priva gli alimenti di antiossidanti. Lo studio è stato pubblicato su Journal of Science of Food and Agricolture vol 83 pag 1511.

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