Tossiemia: come il corpo di ammala

Il dott. John H. Tilden afferma che l’insorgere della tossiemia nell’organismo crea i presupposti per un aumento di peso e/o per uno stato di malessere che colpisce tutto l’organismo.
Secondo i principi dell’Igiene Naturale, la tossiemia si sviluppa nell’organismo in due modi: il primo è una funzione naturale del nostro organismo, mentre il secondo viene prodotto con regolarità dalle nostre abitudine errate di vita. In entrambi i casi l’eliminazione della tossiemia, cioè delle tossine, dal nostro organismo richiede molta energia.

Nel primo caso la tossiemia è una conseguenza diretta del metabolismo: mentre leggete queste righe, la parte interna del vostro organismo non è inattiva, stà svolgendo un duro lavoro di pulizia. Le cellule vecchie (da 300 a 800 miliardi al giorno) vengono sostituite dalle nuove: quelle vecchie vengono espulse al più presto in quanto tossiche, tramite uno dei 4 canali di eliminazione (intestino, vescica, polmoni, pelle). Se il corpo dispone di sufficiente energia, le scorie vengono adeguatamente eliminate.

Il secondo modo in cui viene prodotta la tossiemia nell’organismo, avviene attraverso i sottoprodotti degli alimenti che non vengono perfettamente digeriti, assimilati ed incorporati nella struttura cellulare. Abbiamo la strana abitudine di alterare praticamente ogni cosa prima di mangiarla: invece di consumare una quantità sufficiente di cibi freschi, ingeriamo cibo che è stato precedentemente trattato, o tramite pesticidi e additivi, oppure friggendolo, arrostendolo, cucinandolo a vapore.
Dato che il cibo ha subito una modificazione dal suo stato originale (quindi la percentuale utilizzabile di vitamine, oligoelementi, minerali, ecc. è ridotta drasticamente … noi mangiamo cibo inerte al 80%, nel senso che non può essere utilizzato) e siccome non siamo adatti a trattare un tale quantitativo di cibo alterato, i sottoprodotti della digestione e dell’assimilazione formano una certa quantità di residui nell’organismo. Questi residui sono tossici.

Immaginiamo di lavorare in una grossa ditta, dove ogni giorno abbiamo il compito di fare a pezzi 20 casse di rifiuti per poi gettarle vie. Supponiamo che per una mancanza di tempo, per una mancanza di energia, o per entrambi i motivi, si riesca ad eliminarne solo 15 al giorno. Il giorno successivo ci verranno consegnate altre 20 casse, mentre erano rimaste ancora 5 del giorno precedente. Riuscendo ad eliminarle solo 15, dopo due giorni avremo un residuo di 10 scatole. Dopo una settimana il residuo sarà di 40 scatole!! Queste dovranno essere collocate da qualche parte in attesa di potersi occupare di loro, ma dove metterle?

Se ogni giorno vengono prodotti più residui tossici di quanti ne vengano smaltiti, questi devono trovare una collocazione.
L’organismo, che cerca sempre di proteggersi e di mantenersi integro, tende a non sistemarli in prossimità o addirittura all’interno degli organi vitali (anche se talvolta questo succede con i risultati che si possono ben immaginare… broncopolmonite, calcoli, arteriosclerosi per fare qualche esempio, senza dimenticare cancro e patologie ben più gravi): in parole povere, le tossine eccedenti rimaste nel corpo, verranno immagazzinate nei tessuti non vitali.
Una parte perciò finirà nei tessuti legamentosi come cartilagini e legamenti, mentre una parte resterà in soluzione, e andrà ad imbibire il mesenchima. Questi è il tessuto che connette tutte le cellule, e viene drenato continuamente grazie alla circolazione linfatica; se però ci sono troppe tossine, il ritorno linfatico e venoso è insufficiente a trasportarle tutte. Allora per osmosi queste tossine trattengono l’acqua, dando luogo al classico fenomeno della ritenzione idrica.
La ritenzione idrica diminuisce la velocità di circolazione nei tessuti adiposi e nei muscoli: come prevedibile conseguenza avremo nel corpo un aumento di cuscinetti di grasso in punti come cosce, natiche, vita, pancia, parte superiore delle braccia, sotto mento, ecc.
Il risultato finale sarà quindi non solo un aumento di peso, ma anche sonnolenza e una sensazione generica di disagio, in quanto il corpo consuma moltissima energia nel tentativo di liberarsi dell’accumulo di tossine. E’ veramente importante quindi, comprendere l’importanza vitale che riveste l’alimentazione e il ciclo di eliminazione.

Siccome il nostro corpo è formato al 70% di acqua, si presuppone che ne debba servire molta non solo per continuare le sue funzioni vitali, ma anche per aiutarlo a eliminare i rifiuti. Ci sono molte persone che bevono molta acqua, ma quello di cui necessita realmente il nostro corpo sono cibi a elevato contenuto d’acqua. Sono solo due le sostanze alimentari che corrispondono alla categoria: frutta e verdura cruda.
Qualsiasi altra cosa appartiene alla categoria degli alimenti concentrati, cioè alimenti cui acqua è stata rimossa mediante lavorazione o mediante cottura.
Questo significa semplicemente che la nostra alimentazione dovrebbe essere composta al 60-70% di alimenti ad elevato contenuto d’acqua, mentre il rimanente 40-30% dovrebbe essere ripartito fra gli alimenti concentrati: pane, cereali, carne, latticini, legumi, ecc..

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