IL RISVEGLIO DI BIANCANEVE di Viviana Cugini

Ero una donna in carriera, ai vertici di una grande catena di negozi di abbigliamento sportivo. Lavoravo moltissimo con soddisfazione anche se a lungo andare tutte quelle ore in piedi non giovavano alla mia schiena. Comunque non avevo tempo per pensarci e quando il dolore diventò insopprtabile e mi diagnosticarono un’ernia discale, cortisone, antidolorifici e operazione chirurgica sembravano l’unica soluzione possibile. Ma io, in qualche modo, sentivo che non era proprio la strada giusta per me. Mi sono rivolta alla naturopatia e all’agopuntura, ma non è bastato.

L’incontro con Claudia potrebbe sembrare casuale. L’invito ad una sua conferenza è arrivato da amici. Era il 2007. Non sapevo nulla di questo approccio anche se mia sorella, tempo prima, mi aveva regalato per Natale “Guarire le ferite del passato” che, dopo avere sfogliato, avevo prontamente voluto dimenticare nel cassetto del mio comodino.

Per tutta la durata della conferenza è stato come se qualcuno mi stesse scuotendo. Claudia parlava ed era come se stesse descrivendo esattamente come mi sentivo. Aveva toccato nel profondo quella tristezza che cercavo in tutti i modi di mascherare, era stata in grado di oltrepassare la corazza della maschera e scuotere quel incrinare quel muro di protezione che mi teneva lontana da tutti e da tutto, ma soprattutto da me stessa.

Rientrata a casa con il pensiero fisso alle parole di Claudia, mi sono detta che anch’io avrei potuto farcela e la mattina seguente mi sono iscritta ad un seminario di liberazione delle memorie emozionali tenuto, guarda caso, proprio vicino a casa. La spinta maggiore erano i fortissimi dolori ormai cronici. Partecipai  con grande fatica, perché stare seduta per diverse ore non era semplice nelle mie condizioni, e grande coraggio, perché guardarmi dentro con totale onestà e contattare le emozioni represse per trentotto anni è stato doloroso. Dopo qualche tempo l’ernia a poco a poco incominciò ad allentare la presa fino a riuscire ad alzarmi dal letto senza più dolori. Sì, la mia schiena poteva muoversi liberamente, avevo trasformato la causa del mio malessere mentre nel frattempo il corpo si era messo in funzione per l’autoguarigione.

Quello che avevo ricevuto dalla Metamedicina era così tanto che ho iniziato ad organizzare seminari nella mia città affinché altre persone potessero conoscere questo approccio. E poi mi sono formata io stessa diventando consulente nel 2010. La decisione l’avevo presa durante il percorso quando, oltre a seguire Claudia, ho richiesto e ottenuto il part-time per iscrivermi ad una scuola di riflessologia plantare e di massaggio metamorfico e ombelicale.

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Ho smesso di sopravvivere e ho incominciato a vivere. Ho lasciato definitivamente il mio lavoro dirigenziale per intraprendere questo nuovo viaggio con entusiasmo. Ritrovarmi è stato un grande incontro. Questo vorrei comunicare alle persone. Non c’è nulla da temere nell’incontro con se stessi. Pensiamo alla fiaba di Biancaneve. Come si fa ad avere paura di qualcuno che dorme? Con gentilezza e tanto amore il principe bacia Biancaneve così che si possa risvegliare. Anche noi, come Biancaneve, siamo profondamente addormentati, e anche noi con tanto amore possiamo prenderci cura del nostro risveglio.

Credo che essere nell’aiuto sia un cammino che deve innanzitutto partire da un lavoro su di sé. Sta alla persona che vuole intraprendere questa strada essere onesta con se stessa per poi esserlo con gli altri. Tutte le persone che incontriamo sulla nostra strada hanno un messaggio importante da portarci. Qualsiasi approccio scegliamo, il mio consiglio è di stare in ascolto di sé per sentire se quel percorso ci appartiene.

Articolo apparso sul giornalino metamedicinanews n.1

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