Paura (Metamedicina)

La paura è un’emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale o meno. Quando abbiamo paura il sistema nervoso autonomo prepara l’organismo alla situazione d’emergenza, disponendolo, alla difesa che può esprimersi attraverso la lotta o la fuga. E questo va molto bene se la paura è concreta, reale come ad esempio un animale rabbioso che ci viene davanti.

Il problema sorge quando la paura viene ingigantita dal nostro mentale oppure se viene costruita dalla nostra fantasia e quindi è immaginaria. Ovviamente quando questo accade noi perdiamo la prospettiva di ciò che sta accadendo o di quello che potrebbe accadere realmente.

In un libro di Claudia c’è un esempio che rende molto chiaro il funzionamento delle nostre emozioni (tra cui la paura): immaginiamo che l’essere umano sia un carro trainato da cavalli, con un postiglione e un passeggero. Il carro rappresenta il corpo, le ruote la nostra energia, i cavalli le nostre emozioni e il postiglione la nostra mente razionale, il nostro Ego. Il passeggero rappresenta il nostro Sè.

Se i cavalli galoppano a tutta velocità, magari in un sentiero pericoloso, c’è il rischio dei avere dei danni.
E’ il postiglione che governa i cavalli, ma lui, la nostra mente, è limitato da quello che ha imparato nella sua vita, dalle esperienze pregresse, dalle convinzioni limitanti ricevute tramite esperienze o dai genitori. Per cui governerà i cavalli a seconda di quello che ha imparato nella vita. Ci saranno postiglioni prudenti, e postiglioni spavaldi, e postiglioni una via di mezzo.
Ci sono poi 2 redini: una rappresenta è la ragione e l’altra il nostro cuore, i sentimenti. Se il postiglione governerà i cavalli con solo una di queste 2 redini, il carro girerà in tondo e non giungeremo da alcuna parte. Bisogna unire quindi ragione e cuore.
A maggior ragione è il passeggero che sa dove vuole andare, ma se non ha la forza di imporsi alla mente, sarà quest’ultima che deciderà per noi.

Vi voglio fare un esempio personale: la mia paura dei cani.
Quando vedevo un cane, subito la mia mente prendeva il sopravvento dicendomi “Ecco, adesso ti salterà addosso e sicuramente ti morderà” mentre il mio Sè, nel profondo debolmente protestava “Ma no, è piccolino, mi sembra docile, non può farmi del male”. E chi la aveva vinta?
La mia mente, il mio postiglione, aveva nella memoria un evento che avevo quasi cancellato, dove un cane randagio aveva morso mia madre causandole molto dolore ed una brutta ferita. Quindi nella mia memoria emozionale CANE = PERICOLO, anche se pericolo in realtà non ce n’era.
Ed ovviamente rimanendo nella frequenza della paura del cane pericoloso, mi attiravo cani pericolosi o che io vedevo come tali.

Quindi ogni volta che incrociavo un cane il mio postiglione, memore di quanto accaduto, faceva entrare i cavalli nel panico e mi faceva fare una deviazione dal mio cammino.
Questo accade molto e molto spesso, ogni giorno a tutti noi.
Ognuno di noi ha le sue paure, legate a convinzioni limitanti ricevute nella vita oppure a condizionamenti legati a traumi specifici e molto spesso anche dimenticati o peggio ancora minimizzati. E tutto questo bagaglio di paure che ci portiamo appresso può fomentare anche altro nella nostra vita, come ad esempio la rabbia.
Voglio farvi un altro esempio. Prima di entrare nella Metamedicina mi succedeva di arrabbiarmi spesso, sopratutto quando non venivo presa in considerazione; ovviamente mi ero fatta l’opinione di avere un gran brutto carattere.

Con il tempo, e con gli insegnamenti di Claudia, mi sono resa conto che alla base di questa grande rabbia c’era una paura ancora più grande: la paura di non essere considerata, di non essere amata. Quando succedeva qualcosa che mi faceva credere (a ragione o meno) di non essere presa in considerazione, la mia paura usciva di getto e come reazione entravo nel fiume senza controllo della rabbia.

La rabbia molto spesso ha come base la paura: pensiamo a quello che stiamo vivendo in questo periodo storico. Ci sono persone che sono molto arrabbiate e che commettono anche atti violenti, molto probabilmente dettati dalla paura. Paura per sé e per le persone che amano.

Quindi la paura viene spesso causata NON dalla percezione di un reale pericolo (ad esempio ho di fronte un animale selvatico), bensì dal timore che si possano verificare determinate situazioni, che vengono vissute con profondo disagio perché toccano qualche corda dolorosa dentro di noi. In questo senso, la paura perde la sua funzione primaria, legata alla naturale conservazione della specie, e diventa invece l’espressione di uno stato mentale.
Il problema è che se questo stato continua a lungo termine, lo stress a cui siamo sottoposti diventa cronico e consuma molte delle nostre energie, con la possibilità di creare anche delle problematiche fisiche come disturbi del sonno, dell’alimentazione, della comunicazione, della socialità, del comportamento, dell’autonomia e così via.

Inoltre molte paure arrivano anche dai cambiamenti (effettivi o temuti) della nostra vita.
In realtà tutti noi viviamo dei cambiamenti ogni giorno, alcuni belli ed alcuni meno belli.
Claudia raccontava di un momento difficile, di un cambiamento che le faceva paura. E ha detto “Signore, sé è quello che tu vuoi, io lo accetto”. Ma inteso come “Se Tu credi che io devo passare per questa situazione per la mia evoluzione, io l’accetto”.

Questo non vuol dire che quando arriva qualcosa che ci fa paura, noi non facciamo nulla e stiamo fermi a subire: semplicemente significa che dobbiamo valutare se siamo in grado di cambiare questa situazione, se possiamo volgerla a nostro vantaggio.
Se non possiamo, l’atteggiamento migliore è “Cosa potrebbe portarmi di buono”: in pratica è dire SI alla via e a quello che ci porta, anzichè NO.
Quindi se una situazione sembra portare a scenari catastrofici, e non possiamo fare nulla per evitarlo, potrebbe essere che la nostra anima abbia bisogno di vivere questo: per evolvere, per imparare ad amare incondizionatamente, per sciogliere una vecchia paura, per riaccostarci a Dio.

Molto spesso è l’ignoto a fomentare la paura: perché sappiamo cosa perdiamo ma non sappiamo a cosa stiamo andando incontro. Sopratutto se poi ci documentiamo, cerchiamo di capire, ci informiamo: affondando sempre di più nella paura. Questo perché noi tendiamo a controllare ciò che non comprendiamo e che di conseguenza ci fa paura.
Ma controllare non è il modo di espressione della nostra anima.
La nostra anima viaggia sull’amore, sulla fiducia, sulla pace interiore. Qualunque cosa capiti esteriormente.
Perchè lo scopo ultimo della nostra anima è crescere, affrontare le nostre paure, modificarle. E questo non vuol dire nasconderle (e molto spesso anche a noi stessi).

Allora come fare?
Vorrei darvi alcune domande aperte che possono aiutarvi a scoprire le radici delle vostre paure.

Focalizzatevi su una paura, e poi chiedetevi: cosa succede se veramente quello di cui ho paura, realmente succede?
Esempio: nel mio caso se un cane mi aggrediva, io avrei sofferto moltissimo e le persone vicine mi avrebbero lasciata sola nel mio dolore.

Se succede quella tal cosa = cosa succede? Come mi sento? Potrebbe essere qualunque cosa: mi sento sola, impotente, tradita, abbandonata, umiliata, non rispettata, eccetera.
La domanda seguente con cui vi lascio è: avete già vissuto un sentimento simile nella vostra vita?
Se la risposta è si, avete trovato il sentimento iniziale su cui sarebbe una buona cosa lavorare per sciogliere del tutto. Questa è la radice della vostra paura.
Se la risposta è no, probabilmente quella non è la radice della vostra paura, ma un’emozione di mezzo: allora provate ad ascoltatevi meglio, in profondità per sentire cosa c’è ancora sotto.
Questo finché non trovate il sentimento che genera la vostra paura e che, molto probabilmente, vi portate dietro da molto, troppo tempo.

Vi invito a leggere i meravigliosi libri di Claudia, in particolare “Cambia la tua vita” un libro con stupendi esercizi che vi potranno aiutare in questo percorso.
Anche i seminari ideati da Claudia sono un ottimo strumento per migliorare la propria vita e ritrovare il diritto di essere felici: uno dei più belli dal mio punti di vista, è LME (Liberazione della Memoria Emozionale) in quanto è un seminario pratico, efficace e senza uguali. Vedi sito Metamedicina.

In alternativa cercate aiuto da un consulente di Metamedicina, da un psicologo o da un terapeuta che possa aiutarvi a trasformare del tutto le vostre paure, perché come diceva Budda :
“Viviamo nella paura, ed è così che non viviamo”.
Namaestè

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Questo articolo è il brogliaccio della mia conferenza in diretta del 20 aprile 2020. Vedi video:
https://www.youtube.com/watch?v=zmvawhqtX9g

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Tutto quello che non vuoi è dall’altra parte della paura. Jack Canfield
Quando si agisce cresce il coraggio, quando si rimanda cresce la paura. Publilio Siro

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