Olio essenziali: cosa sono e come si estraggono

Gli oli essenziali sono prodotti oleosi volatili ed odorosi che si estraggono dai vegetali. Sono sostanze complesse che rispecchiano la “personalità” della pianta e la sua relazione con l’ambiente; proprio per questo motivo non si possono riprodurre artificialmente, anche se esistono oli industriali, ma che ovviamente non hanno lo stesso potere dei naturali (la rosa ha più di 300 componenti!).
Le essenze oleose si differenziano dagli oli grassi o fissi in quanto non macchiano la carta perché si volatilizzano con il calore.

Le piante li secernono principalmente per la riproduzione (attirano gli insetti), come difesa contro le malattie e i parassiti ed anche per comunicare fra di loro. In molti sono concordi nell’affermare che sono l’anima delle piante!

Eccellenti rimedi, funzionano alla grande in moltissimi ambiti; questo anche perché il loro potenziale elettrico (che misura la vitalità) è veramente molto alto (52-320 Mhz) rispetto al cibo tradizionale che tutti noi mangiamo (0-5 Mhz) ed addirittura rispetto al cibo biologico (10 Mhz).

Gli oli essenziali sono insolubili in acqua pur trasmettendone l’aroma; sono solubili invece nell’alcol, negli oli fissi e in sostanze come argille, zucchero, sale, ecc.. I loro principali metodi i estrazione sono:

1) DISTILLAZIONE A VAPORE: in pratica è il vecchio metodo. C’è un alambicco a 3 stadi: nel primo c’è il fuoco, nel secondo l’acqua che evaporando genera vapore bollente, nel terzo la droga. Il calore fa scoppiare le ghiandole oleifere della droga e l’olio passa nel vapore ed è insolubile (legni aromatici, foglie e fiori) e quindi galleggia nell’acqua che si trova alla fine della serpentina (tranne il garofano chiodi). In questo modo si ottiene anche l’idrolato (l’acqua che rimane una volta tolto l’olio essenziale).

2) DISTILLAZIONE IN CORRENTE DI VAPORE: simile al precedente, ma il vapore viene prodotto da un serbatoio d’acqua posto sotto la droga, che viene riscaldato da una caldaia sottostante. In pratica non c’è il fuoco.

3) CON SOLVENTI O CON ALCOL e si chiamano anche assolute o ABS (come il gelsomino, il benzoino, il gelsomino o la tuberosa che sono vegetali poveri di oli). In pratica la pianta viene introdotta in un apparecchio ed attraversata da un solvente organico. C’è poi una base di resina su cui il fiore che rilascia la sua proprietà (concreta) che poi viene sciolta. L’assoluta non va mai assunta per via interna. Purtroppo l’industria cosmetica può usare anche solventi pericolosi come il benzene o anche l’Hexan, una parte dei quali rimane in traccia nell’olio. Attualmente le case Toshiba Satellite P740-ST5N01 AC Adapter produttrici preferiscono produrre oli essenziali più possibile naturali, usando solventi o alcol organici come anidride carbonica supercritica oppure gas liquefatti oppure esano. Ma il discorso, ovviamente, non è uguale per tutti.

4) PRESSATURA A FREDDO con macchinari (se manuale si chiama “sfumatura” e si esegue su delle spugne)

5) DISTILLAZIONE SOTTOVUOTO CON ANIDIRIDE CARBONICA alla pressione di 200 atmosfere

6) INCISIONE DEL VEGETALE che produce la oloresina, solitamente per piante di origine tropicale

7) ESSENZA RICOSTITUITA O SINTETICA: in pratica è un oli essenziale prodotto in laboratorio. Solitamente si usa una sola molecola per ricreare una fragranza intera (ad esempio il citrale per il limone, il mentolo per la menta, ecc.). In pratica l’oli essenziali è chimico, derivato dal petrolio ed ottenuto in laboratorio. Non è vitale, non è in armonia, anzi è completamente squilibrata, come un robot che tenta di imitare un umano. Sono stati fatti degli esperimenti a Milano con un olio essenziale di pino nei bus, ma con pessimi risultati, dato che in molti si sono lamentati di mal di testa: molto probabilmente se si usava un olio essenziale non di sintesi, ma naturale e completo, questo disturbo difficilmente si presentava.

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4 commenti su “Olio essenziali: cosa sono e come si estraggono

    • Grazie Pinco per la correzione, ho trascritto quanto mi è stato insegnato senza controllare. Ho cercato in rete, non essendo la mia preparazione quella adatta, ed ho trovato che il potenziale elettrico si misura in Volt. Buona giornata.

  1. cosa mi consiglia per alleviare dolore e piaghe al piede di mio marito dovuto ad una arterite/vasulite per cui ha gia anche fatto una angioplastica? praticamente da meta del piede (tarso) alle dita per mancanza di ossigeno si aprono piaghe difficilissime da curare con il solo betadine consigliato dall’ospedale.. sto usando elemi e manuka.. ma non con molta efficacia (puri direttamente sulle piaghe) . Grazie se vorra darmi un cenno di risposta!

    • Gent.ma Carolina, solitamente se una parte del corpo si apre e non si chiude, si tratta di un modo del nostro organismo per eliminare tossine sia della zona che generali, questo perchè probabilmente gli organi deputati a farlo (intestino e reni in primis) svolgono un lavoro insufficiente. Per suo marito consiglierei non rimedi esterni, del tutto inefficaci a mio modesto parere (o comunque palliativi), ma una pulizia intestinale, una dieta appropriata (eliminado completamente alilmenti che producono tossine, come latte, latticini, glutine.. per iniziare) ed una valida integrazione di vitamine e minerali per la ricostruzione della pelle e per i dolori. Anche il dolore è spesso legato all’alimentazione, probabilmente molto acida (latte/latticini e gutine appunto, oltre a carne e zuccheri). Faccia un test sul ph delle urine (lo trova in farmacia). In ogni caso si faccia seguire da un bravo naturopata. Buon tutto.

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