L’assaggio, e se mi piace lo mangio

Da che mondo è mondo, se introduciamo qualcosa in bocca dal sapore stomachevole o rivoltante, immediatamente la sputiamo; questo è uno dei primi controlli a nostra disposizione per saper scegliere correttamente quello che mangiamo.
Infatti, sempre da che mondo è mondo, esistono i buongustai (un po’ tutti lo siamo) che assaggiano, scelgono, catalogano e facendo così trovano una serie di piatti che per il loro gusto, sono i migliori in assoluto.
E tutto questo è assolutamente corretto ed anche oltremodo salutare.

Un po’ meno corretto è il fatto che l’industria alimentare introduca nei cibi in vendita, delle sostanze che alterano, nascondono, modificano il sapore finale, destinato cioè al consumatore, andando a “truffare” ignobilmente uno dei nostri primi sensi di controllo.

Un esempio a portata di mano è certamente la margarina dove, per ottenere un prodotto finale appetibile (dato che gli oli vegetali raffinati hanno un sapore disgustoso) è necessario aggiungere acqua, emulsionanti, derivati del latte, coloranti e aromi.

Il buon vecchio burro ha il vantaggio di non contenere i pericolosi grassi trans della margarina, rimanendo inoltre un’ottima fonte della preziosa vitamina A; ma è stato prontamente etichettato come troppo grasso e perciò “pericoloso” per la linea. Ovviamente andrebbe usato con moderazione, in piccole quantità e preferibilmente a crudo (comunque mai fritto, altrimenti può affaticare il fegato), e certamente non da persone intolleranti ai latticini.

Una volta, in mancanza del burro si usava l’olio di oliva come condimento (qualcuno ha presente il buon gusto delle olive appena spremute?) che oltretutto, guarda caso, apporta anche salute attraverso i suoi grassi monoinsaturi, a dispetto della margarina che toglie la salute soprattutto al nostro apparato cardiocircolatorio.

Un altro terrificante esempio di come è possibile bypassare il nostro senso di controllo del gusto, è il dado da brodo, a base di glutammato monosodico; questo additivo viene spesso usato per mascherare delle carenze del prodotto dal punto di vista del gusto e della qualità (cosicché possono vendervi tutto quello che vogliono), anche se già 25 anni fa il dott. John Olney lo aveva dichiarato tossico per il cervello ed altri organi.

Come sostituire questo prodotto così incredibilmente radicato nella cucina italiana? Ritornando ai prodotti di una volta, quando si coltivavano origano, salvia, rosmarino e basilico, magari piantati in un vaso vicino alla finestra, dove accorrere al momento di ammannire un piatto gustoso.

Sono piante eccellenti dal punto di vista curativo della persona (la salvia è un potente disintossicante e stimolatore della sfera genitale femminile, il rosmarino è un potente energetico, il basilico stimola la mente, ecc.) senza perdere nulla sul fronte del gusto: avete presente le patate cotte con il rosmarino? O gli gnocchi rigirati nel pesto di salvia? O un’insalata “additivata” con del basilico?

Altro che dado da brodo! Questa è arte!

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