L’acufene in Metamedicina

Sul libro “Il grande dizionario della Metamedicina” scritto da Claudia Rainville, l’acufene è definito come un rumore all’interno dell’orecchio legato alla “pressione” che ci siamo imposti per non ascoltare determinate emozioni e bisogni legati a questo rumore; sarebbe anche molto importante chiedersi “Cosa mi fa pensare, cosa mi ricorda questo rumore?”.
Questo disturbo alle orecchie si collega solitamente a qualcosa che sta dentro di noi e che non vogliamo ascoltare; infatti solo la persona che ne soffre può sentirlo internamente.
Claudia Rainville, che lo soffriva, porta un esempio: se un giorno sento delle campane suonare e questo suono mi ricorda un avvenimento passato traumatico (il decesso di una persona amata ad esempio), in quel momento (se non voglio ascoltare il mio dolore) posso iniziare ad avere dei disturbi alle orecchie.
In questi casi, la domanda da porsi è “perché non voglio ascoltare ciò che succede dentro di me, ciò che mi fa soffrire o ciò a cui aspiro?” Potrebbe anche essere che forse vorrei tanto fermarmi ma non vedo la soluzione e allora mi faccio “pressione”.

Potrebbe essere che l’acufene sia presente per ricordare che una parte di noi sta ancora soffrendo? C’è una parte di noi che non ha espresso tutto quello che aveva nel cuore?
Attraverso il processo di liberazione delle memorie emozionali della Metamedicina si può aiutare la persona ritornando nel momento in cui tutto è iniziato, visualizzando e accogliendo la sua sofferenza, per poi aiutarla ad esprimere e liberare tutte queste emozioni e sciogliere la carica emotiva utilizzando come chiave il messaggio che ci porta questo disturbo.

By Paolo

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2 commenti su “L’acufene in Metamedicina

  1. ludovica il said:

    Ciao Paolo,
    il tuo articolo mi ha molto colpita perchè mi rispecchio in questa situazione e vorrei chiederti cosa bisogna fare se l’acufene fosse proprio provocato da un lutto non elaborato.
    Grazie
    Ludovica

    • Ciao Ludovica (ti rispondo a nome di Susanna perchè non riesco ad accedere come Paolo), ti consiglierei di fare come ha fatto mia moglie dopo la perdita del padre: una LME di Metamedicina, oppure anche un incontro con un/una consulente di Metamedicina, entrambi molto, molto efficaci. Vedi anche l’articolo molto bello di Susanna sull’elaborazione del lutto, ti potrà aiutare, almeno per iniziare. Buon lavoro.

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