Guarire le ferite del passato – Viviana Cugini (II parte)

La nostra parte immatura spesso la possiamo sentire quando dice: Non sono capace, Mi sento inadeguato, L’altro è più bravo di me, Nessuno mi capisce, L’altro mi rifiuta, Non mi sento amato, eccetera.

Il bambino che sei stato spesso escogita le più assurde reazioni per attirare l’attenzione, può essere che sia li ancora ad aspettarsi un “Bravo!” o un “Sono orgoglioso di te!” ma quell’ aspettativa porta l’adulto che siamo oggi a fare e a dire cose che vengono guidate da questa parte immatura, per cui possiamo in totale inconsapevolezza, sminuire l’altro per farci vedere quanto siamo bravi, possiamo metterci in competizione, possiamo sfidare, muovere un energia di separazione, di contrasti, per poi una volta fatta la frittata, chiuderci nel rimuginare, dando energia ai sensi di colpa che ci portano nel baratro della sofferenza.

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Alcune domande da porsi
La via della liberazione passa attraverso l’accoglienza, l’ascolto, di questa parte di noi stessi che è solo rimasta bloccata, spesso in interpretazioni, dove ha tratto delle conclusioni che, a volte, sono inappropriate.
Quel bambino però non conosceva tutta la storia.
Credi davvero di non essere capace?
Credi davvero di essere inadeguato?
Credi davvero di non essere amato?
Credi davvero che Dio ha sbagliato tutto, che ti ha messo al posto sbagliato, al momento sbagliato, con la famiglia sbagliata?
Lo credi davvero?
Per quanto ancora vuoi dare potere al tuo ego? Al suo innato senso di rivalsa e di controllo soprattutto su di te?
Per quanto ancora vuoi farti guidare la vita?
Se quella parte immatura non ha il tuo sostegno, il tuo aiuto, la tua comprensione, il tuo amore.
Se quella parte immatura non sente che credi in lei, che la incoraggi riconoscendo che ha tutto per farcela, che quelle situazioni sono venute ad insegnargli qualcosa, che quel qualcosa porta con se un dono meraviglioso che sta solo aspettando di essere colto.
Se accade tutto questo, corriamo il rischio che la parte immatura diriga la nostra vita alimentando in noi paura, insicurezza, dubbi e sofferenza.

Perché allora non invertire la rotta e iniziare a credere che quell’esserino che c’è in noi è speciale e riconoscerlo affermando a noi stessi:
“SEI GRANDE!”
“TE LO MERITI!”
“RICOSCO I TUOI TALENTI!”
“SONO QUI E TI AIUTO A PORTARE LA LUCE A QUEL BELLISSIMO DIAMANTE CHE SEI!”

Sì, ora sono qui e non ti lascio più per nessuna ragione al mondo.
Sono con te, senza critiche ne giudizi, senza dubbi nè incertezze, credo in te, ti sostengo.

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4 commenti su “Guarire le ferite del passato – Viviana Cugini (II parte)

  1. ELENA il said:

    Interessata all’argomento questa estate ho letto il libro della Bourbeau e quello della Fimmanò e sto provando a mettere in pratica con una certa costanza due degli esercizi proposti dalla Fimmanò ma finora non ho trovato in nessuno dei due libri delle vere soluzioni. Ci sono descrizioni suddivise per ciascuna tipologia ma che in definitiva ne possono calzare più di una, come si suole dire siamo unici ed irripetibili e nessuno corrisponde ad una sola ferita.
    Da un argomento così profondo mi aspettavo qualcosa di più specifico.
    Ho partecipato due volte alla conferenza della Fimmanò di presentazione del suo libro e della sua scuola ma mi resta il dubbio se anche frequentando i suoi corsi il fumo resta con la conseguenza di aver buttato anche i soldi.
    Il succo alla fine è di coltivare la propria autostima in un modo o nell’altro con questo o altri percorsi che vengono proposti in giro.
    Grazie cmq delle riflessioni, Elena

    • Gent.ma Elena, ognuno di noi è un mondo a sè, e la sua strada verso la felicità è diversa da tutte quelle delle altre persone di questo mondo. Ma, vede, se io mi limito a leggere dei libri o a sentire delle conferenze, non potrò mai sperimentare di persona un metodo o un altro. Molti anni fa avevo letto a fondo i libri di Claudia Rainville e, per quanto meravigliosi, non vi avevo trovato uno spunto decisivo per risolvere vecchie tematiche. Solo quando ho deciso di frequentare un seminario LME (liberazione memoria emozionale) e quindi a partecipare ATTIVAMENTE, mettendomi in gioco (anche economicamente), ho iniziato a sbloccare, a stare meglio. La teoria va bene, ma è la pratica che è essenziale. Posso leggere migliaia di libri di cucina, ma è essenziale rimboccarmi le pagine e iniziare a cucinare. Con la crescita personale è lo stesso. questo vale come per le ferite del passato di Lise, che con la Metamedicina. Spero di averle dato uno spunto utile. Buona vita.

      • Elena il said:

        Convengo con lei che il nostro “zainetto” non ce lo può portare nessuno e solo noi stessi possiamo prendere per mano la nostra vita e le nostre esperienze ed evolvere verso una piena consapevolezza ma … è proprio perchè ho già provato a mettere “le mani in pasta” che sono scettica verso l’ennesimo corso/seminario/full immersion/workshop/ritiro/ecc.
        Ho percorso vari sentieri (investendo tempo, denaro ed energie) e sicuramente qualche vantaggio ne ho tratto ma siamo ancora lontani dall’aver trovato LA STRADA.
        Forse sbagliando ma ad ogni esperienza cerco di mettere sul piatto cosa ho dato e cosa ho ricevuto e dico la verità che sempre di più il piatto piange forse perchè ormai le proposte sono tante e le mie aspettative crescono rispetto alle evoluzioni ottenute perciò è facile incrociare persone improvvisate che propongono percorsi che nemmeno loro hanno percorso e fatti propri ……..
        Avevo 15 anni quando mia mamma mi ha portato con lei a fare i primi ritiri di Yoga e pur cambiando scuole e ambiti sono oltre 40 anni che continuo ad approfondire unendo ai corsi di Yoga vari altri che ora mi sembra poco simpatico elencare, l’enfasi e l’ottimismo che profondono si dimostra per la maggior parte fumo e quindi ora cerco più informazioni possibili prima di farmi convincere.
        Fa comunque piacere sapere che LA STRADA c’è e fortunatamente qualcuno la trova prima o dopo si accenderà anche per me la luce 😉
        Grazie della condivisione in rete della sua esperienza. Elena

        • Gent.ma Elena, mi spiace non abbia ancora trovato la sua strada. Se la può consolare, ho incontrato la Metamedicina circa 6 anni fa e (dopo decenni di ricerca.. ho 50 anni) la mia vita ha cambiato direzione. Non so se è anche la sua, di strada, ma non demorda, contini a provare, a cercare, a chiedere alle sue Guide di Luce. Sono sicura che la costanza verrà premiata. Buon cammino verso la Strada.

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