Stomaco: indigestione o digestione lenta

Lo stomaco e l’esofago, come del resto anche i polmoni, sono le uniche parti del nostro corpo che entrano in diretto contatto con il mondo esterno; proprio per questo rivestono una parte importantissima nel mostrarci che cosa non accettiamo / tolleriamo di tutto ciò che si trova al di fuori di noi.
Concentrandoci sullo stomaco, è essenziale comprendere che il cibo non apporta esclusivamente una componente fisica, ma anche energetica ed emotiva; infatti il cibo trasporta con sé situazioni, persone, convinzioni, idee, pensieri. E tutto questo ovviamente può andarci bene, oppure no.
In pratica lo stomaco rappresenta la nostra capacità di accettare quello che arriva nella nostra vita: quindi, se c’è qualche problema in quella zona, potrebbe segnalare che il mondo che entra dentro di noi attraverso il cibo non ci vada bene, non sia adatto, non ci piaccia, non lo tolleriamo, non lo vogliamo.

Fisicamente una volta finito di masticare, il cibo viene fatto scendere nello stomaco che lo sistema nella parte iniziale; qui rimane per circa mezz’ora, tempo in cui il cibo vivo (alimenti crudi o fermentati) inizia a fermentare, sia per agevolare il lavoro della digestione e sia per alleggerire il pancreas nella sua produzione di enzimi. Per questo motivo sarebbe buona cosa iniziare il pasto sempre con alimenti crudi, come verdura di stagione oppure alimenti fermentati come il miso di soja (ma con moderazione, essendo tendenzialmente acido): questo soprattutto nel caso in cui vi siano dei segnali di cattiva digestione (anche presenti nell’iride) oppure se la persona è a rischio di diabete.
Finita questa prima parte, l’acido cloridrico inattiva la ptialina ed attiva la pepsina che scinde le proteine in frammenti più piccoli mentre il muco protegge la mucosa gastrica dal pH molto basso (da 2 a 4).

stomaco

In ogni caso, se lo stomaco è sofferente è bene evitare di bere caffè a stomaco vuoto (in quanto irrita la mucosa gastrica), non bere caffè e latte assieme (dato che formano una sostanza indigeribile), astenersi dal bere molta acqua durante i pasti per non diluire l’acido cloridrico e cercare di seguire una dieta dissociata.
Ora vediamo l’indigestione e la mancanza di acido cloridrico (o digestione lenta) dal punto di vista naturopatico e della Metamedicina.

INDIGESTIONE

L’indigestione è la non capacità di digerire quanto si è mangiato e succede a seguito di un eccesso di cibo, quando viene consumato troppo velocemente o in un contesto per nulla rilassante (ad esempio durante una lite), oppure quando ne siamo intolleranti e quindi si blocca il passaggio verso l’intestino. Alcuni sintomi, oltre pesantezza nella zona dello stomaco, sono bruciori, nausea e desiderio di vomitare.
Si rende inoltre necessario comprendere il motivo di tanta tensione interna, attraverso l’aiuto di un terapeuta ad esempio, e magari integrando con rimedi che possono favorire il rilassamento come il magnesio purché assimilabile (un ottimo prodotto è il Pineal Tens della Laborest) o la quintessenza di Lavanda della Similia.

Molto probabilmente la persona che soffre di questo malessere, ha ricevuto delle parole o ha vissuto dei comportamenti da parte chi di ama che non accetta, che rifiuta, che non vuole prendere. E’ come se la situazione vissuta, non essendo stata espressa o elaborata, è bloccata dentro di lei, e lo stomaco si incarica di mostrarglielo.

IPOCLORIDRIA – DIGESTIONE LENTA

L’ipocloridria è scarsa produzione di acido cloridrico. Una buona attività secretoria è importante come difesa contro i batteri introdotti assieme al cibo, partecipa alla digestione delle proteine e serve anche per permettere lo svuotamento gastrico; infatti le persone colpite da ipocloridria soffrono paradossalmente di acidità gastrica e reflusso gastroesofageo, dovuti ai lunghi tempi di permanenza del chimo nello stomaco con sintomi simili (rigurgiti, alitosi, bruciore dietro lo sterno). La mancata attivazione del pepsinogeno a pepsina si ripercuote negativamente sulla digestione delle proteine, sovraccaricando i sistemi digestivi intestinali. Di conseguenza i nutrienti non completamente digeriti provocano meteorismo, flatulenza, diarrea e malassorbimento.
Uno consiglio importante, ma poco considerato, è quello di non bere acqua durante i pasti ma sempre prima o molto dopo (almeno 2 ore) per evitare di diluire l’acido preposto alla digestione del cibo. La causa dell’ipocloridria è da ricercarsi in un sovraccarico di acidosi e molto spesso dalla presenza di ansia. Un altro aiuto arriva dall’alimentazione: iniziando ogni pasto con verdura cruda di stagione, si attiva una predigestione nei 30 minuti antecedenti alla digestione vera e propria.
Come rimedi per la stimolazione/aumento della secrezione gastrica propongo le erbe amare come la Genziana lutea TM e l’Angelica archangelica TM. Invece come aiuto per la digestione è possibile usare Zingiber officinalis TM (Zenzero) o polvere o anche grattugiato fresco in poca tisana calda prima o dopo il pasto (oltretutto è anche protettivo della mucosa). Altri rimedi molto conosciuti sono il Foeniculum vulgaris TM o tisana (Finocchio), il Rosmarinus officinalis TM, Pimpinella anisum TM (Anice) e il Cuminum ciminum TM (Cumino). Un sintomatico di aiuto è Beatine Hydrochloride Nature’s Plus.

La digestione rappresenta la nostra capacità di accettare noi stessi e gli altri, e la difficoltà a digerire solitamente è legato ad un qualcosa che non posso accettare perché fa troppo male, oppure perché credo mi potrebbe danneggiare o ferire. Se la situazione è cronica sarebbe da chiedersi cosa ci è rimasto sullo stomaco.

TM = Tintura Madre
ES = Estratto Secco

La parte del testo in corsivo è relativa alla Metamedicina

Precedente L'intestino o cervello enterico Successivo Metamedicina: perchè la malattia appare proprio lì?

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.